giovedì 24 maggio 2012
Shopper: riciclato solo nei riutilizzabili
E' sufficiente introdurre una quantità di plastica riciclata del 10% o 30% per produrre sacchetti di plastica non biodegradabile esenti dal divieto, o l'obbligo vale solo per i sacchetti riutilizzabili, secondo gli spessori indicati nel testo della legge Legge 28/2012? Mentre Unionplast propende per la prima ipotesi, basandosi anche su un parere legale, il Ministero dell'Ambiente sembra invece orientato sulla tesi opposta.
E' quanto emerge dalla risposta all'interrogazione scritta presentata dal Senatore Francesco Ferrante in merito alla circolare diramata da Unionplast ai propri soci. Nella risposta, si ricorda che il comma 3 sancisce: "Che i sacchi realizzati con polimeri non compostabili, quindi tutti quelli fatti di plastica tradizionale, devono contenere una percentuale di plastica riciclata proveniente dalla raccolta differenziata di almeno il 10 per cento e di almeno il 30 per cento se trattasi di sacchi destinati al trasporto di alimenti". La corretta interpretazione, per il Ministero è che: "Il comma 3 aggiunge un’ulteriore specifica tecnica a cui devono rispondere i sacchi per essere commercializzati e cioè che debbano contenere plastica riciclata - si legge nel documento -. Il fatto che le buste siano realizzate con plastica riciclata nelle percentuali previste al comma 3 non esime però dall’osservanza dei requisiti di cui al comma 1 in quanto a tipo di maniglia e spessore, come erroneamente diffuso da Unionplast ai suoi associati”.
Una interpretazione anticipata il 15 maggio scorso al convegno di Assobioplastiche dal Sottosegretario all'Ambiente Tullio Fanelli, che in quell'occasione aveva anche commentato: “Chi vuole rischiare di sostenere che esiste un comma 3 che deroga il comma 1, rischi pure, ma secondo me è un rischio francamente ingiustificato". E aveva aggiunto: "A me la norma sembra chiarissima, ma se c’è chi dice, attenzione c’è un’altra cosa? Benissimo ci sarà un Giudice che alla fine interpreterà. Quindi per quanto il Governo ed il Ministero possa aiutare a non sbagliare, in questo senso è ovvio che in tutte le sedi noi come Ministero daremo questo avvertimento. Badate, a noi sembra chiaro che l’interpretazione è questa; ma se qualcuno vuole rischiare può benissimo farlo”. Nella stessa sede, Fanelli aveva anche dichiarato, a proposito dell'assenza di sanzioni, che il divieto è chiarissimo: "Qual è la conseguenza di un divieto rispetto all’Autorità Giudiziaria? Può essere non faccio nulla, può essere sequestro tutto. È nella discrezione dell’Autorità Giudiziaria. Quello che è chiaro è che non è sanzionabile. Quella sanzione è stata rinviata ma nulla è detto e precluso sulla conseguenza del divieto che è altrettanto chiaro”.
Commentando la risposta del Ministero alla sua interrogazione, Ferrante non ha risparmiato un attacco a Unionplast (che nei giorni scorsi aveva minacciato azioni legali nei confronti del senatore del Partito Democratico): "In Italia si possono commercializzare solo sacchetti che siano biodegradabili conformi alla norma UNI 13432, e i sacchetti ‘riutilizzabili’ non aderenti alla norma Uni ma che abbiano degli spessori minimi e massimi definiti - afferma -. I sacchetti ‘riutilizzabili’, solo quelli, devono poi contenere una percentuale di plastica riciclata con una percentuale che varia dal 10 al 30% a seconda della destinazione. Altre categorie – conclude Ferrante - come surrettiziamente ha inteso fare Unionplast non esistono, e dare tali indicazioni clamorosamente false è niente altro che un’istigazione a delinquere.”
Fonte: Polimerica
giovedì 19 aprile 2012
Sacchetti: è polemica sulle linee guida di Unionplast
Il Senatore Ferrante ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente in merito al documento ufficiale di Unionplast riportante le linee guida per l’applicazione della legge sui sacchetti, in base alle quali sarebbero commercializzabili sacchetti "in plastica riciclata post consumo in % minima variabile da 10 al 30%" indipendentemente da spessori e maniglie.
“Sugli shopper biodegradabili sono in agguato i furbetti del quartierino, che cercano di sabotare la portata innovativa della norma difendendo illegalmente rendite di posizione che danneggiano l’ambiente. E’ grave che a suggerire come aggirare la normativa sia Unionplast, organismo di Confindustriache è punto di riferimento per tantissime aziende italiane”.
Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente in merito al documento ufficiale di Unionplast riportante le linee guida per l’applicazione della legge 28 del 2012 in materia di commercializzazione di sacchi per l’asporto di merci nel rispetto dell’ambiente.
“La legge del 24 marzo 2012 – continua Ferrante - è molto chiara: in Italia si possono commercializzare solo sacchetti che siano biodegradibili conformi alla norma Uni 13432, e i sacchetti ‘riutilizzabili’ non aderenti alla norma Uni ma che abbiano degli spessori minimi e massimi definiti. I sacchetti ‘riutilizzabili’, solo quelli, devonopoi contenere una percentuale di plastica riciclata con una percentuale che varia dal 10 al 30% a seconda della destinazione. Altre categorie, come surrettiziamente intende fare Unionplast con i suoi documenti ufficiali ai propri aderenti, non esistono, e dare tali indicazioni clamorosamente false è niente altro che un’istigazione a delinquere”
“Chiediamo al Ministro dell’Ambiente – conclude Ferrante - se è a conoscenza di questovademecum ‘pro furbetti’ stilato da Unionplast, e come intende intervenire, almeno fin quando la vicenda non venga presa in carico dalla magistratura.”
“Sugli shopper biodegradabili sono in agguato i furbetti del quartierino, che cercano di sabotare la portata innovativa della norma difendendo illegalmente rendite di posizione che danneggiano l’ambiente. E’ grave che a suggerire come aggirare la normativa sia Unionplast, organismo di Confindustriache è punto di riferimento per tantissime aziende italiane”.
Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente in merito al documento ufficiale di Unionplast riportante le linee guida per l’applicazione della legge 28 del 2012 in materia di commercializzazione di sacchi per l’asporto di merci nel rispetto dell’ambiente.
“La legge del 24 marzo 2012 – continua Ferrante - è molto chiara: in Italia si possono commercializzare solo sacchetti che siano biodegradibili conformi alla norma Uni 13432, e i sacchetti ‘riutilizzabili’ non aderenti alla norma Uni ma che abbiano degli spessori minimi e massimi definiti. I sacchetti ‘riutilizzabili’, solo quelli, devonopoi contenere una percentuale di plastica riciclata con una percentuale che varia dal 10 al 30% a seconda della destinazione. Altre categorie, come surrettiziamente intende fare Unionplast con i suoi documenti ufficiali ai propri aderenti, non esistono, e dare tali indicazioni clamorosamente false è niente altro che un’istigazione a delinquere”
“Chiediamo al Ministro dell’Ambiente – conclude Ferrante - se è a conoscenza di questovademecum ‘pro furbetti’ stilato da Unionplast, e come intende intervenire, almeno fin quando la vicenda non venga presa in carico dalla magistratura.”
lunedì 2 aprile 2012
Si va a pesca di plastica
Nell'ambito dell'impegno preso dall'industria europea delle materie plastiche nella lotta contro l'inquinamento marino, si è tenuta a Porto, in Portogallo, una dimostrazione del progetto Waste Free Oceans (WFO), evento promosso dall'omonima associazione in collaborazione con la municipalizzata Lipor e con APIP, l'associazione degli industriali portoghesi della filiera plastica.
Analoghe iniziative si erano tenute nei mesi scorsi in Belgio e in Spagna e sono previste in futuro in altri paesi europei. Il progetto vede l'impiego di una speciale rete progettata per raccogliere i rifiuti plastici, anche quelli più minuti, che può essere montata sui normali pescherecci. Un modo per dare una mano all'ambiente incentivando al tempo stesso la pesca commerciale nei periodi morti.
La dimostrazione del sistema di raccolta Thomsea Trawl 2T, recentemente migliorato nelle sue funzionalità, è stata condotta lungo il fiume Duero che attraversa la cittadina portoghese prima di sfociare nell'Oceano.
fonte: polimerica.it
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